Il mio alfabeto

A
A come Antonio. Per me l’inizio e la fine di tutto.

B
Beatles. Quando si sono divisi avevo sei/sette anni. Appresi la notizia durante un tiggì della sera (ancora in bianco e nero) e ne rimasi colpito e dispiaciuto. Giuro, senza sapere il perché, pensai che era finita un’epoca. “The long summer of love”.

C
Circo. La possibilità di assistere ad una catastrofe imminente rende il Circo una tra le più eccitanti forme di Spettacolo.

D
Decalcomanie. Quelle che si avevano in regalo con i formaggini e finivano attaccate sulle piastrelle della cucina o del bagno.

E
E’. Con l’accento, voce del verbo essere.

F
Ferro da stiro. Il soprannome di un mitico modello della Citroen: la Pallas. Un’icona del Novecento.

G
Godimento. Sono indeciso tra il sette in Storia a settembre agli esami di riparazione o la prima volta che ho fatto l’amore. Nel secondo caso il godimento non fu tanto nel piacere fisico, quanto nel raccontarlo dopo agli amici: come il più classico dei vitellini di provincia.

H
Hppatoio - Ciao bel bambino, come ti chiami? - Peppino! - Bene Peppino, dimmi una parola che comincia con acca… - Accappatoio!… La cornetta del telefono che vola fuori scena. Toti & Tata in Mazza e Panella: quante risate.

I
Incipit. - Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendia si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio. Macondo all’epoca era un villaggio di poche case…

J
Jeans. Insieme alla penicillina ed alle carte di credito, una delle tre cose che hanno cambiato il nostro modo di vivere.

K
Kitsch. La moda che è appena passata. La copia riprodotta male di un’opera d’arte. Il Maggiolino della Wolkswagen con il radiatore della Rolls Royce. Il lusso… frenato. I matrimoni meridionali lunghi un giorno, con le bomboniere da mezzo chilo l’una e l’album delle fotografie dove gli sposi sembrano due divi di Hollywood anche se vivono a Terlizzi.

J
like kitsch.

L
Rinuncio alla “L” e mi gioco due “M”.

M
Mito. In che anno, in che giorno ed a che ora –di solito- nasce un mito?

M
Mancino. Sono mancino. Faccio le cose al rovescio. Niente di meglio, anzi, meglio di niente.

N
Napoli. E’ lì che sono nato, ed è lì che farò ritorno in una cappella di famiglia dove in fila uno accanto all’altro ci sono tanti Antonio/Pasquale/Antonio/Pasquale/Antonio/Pasquale e così via. Quando si dice la tradizione.

O
Ora. Come qui, come adesso, come sempre.

P
Prugne. Quelle grosse, tonde e nere. Ogni volta che ne mangio una, vado via dalla cucina con il sole nella pancia.

Q
La Q di quadro. Perchè è la sintesi perfetta della Lingua italiana: elegante nella forma, ma poco pratica nell’uso.

R
Romanticismo. Passioni ed Ideali sono il succo della vita. A proposito, secondo voi a quanti anni Madame de Stael perse la sua verginità? E quando la smarrì, la diede per sesso o per amore?

S
Sissi, Anastasia e tutte le altre. Sono perdutamente innamorato delle principesse delle favole.

T
Ti amo. La frase in sé, detta o ascoltata; è lo stesso.

U
Universo. Ovvero so di essere finito e per questo me la godo senza perdermi in chiacchiere.

V
Velocità e vino rosso. Apparentemente distanti l’uno dall’altro, senz’altro pericolosi se assommati, eppure così simili come facitori di emozioni. Si può dire “facitori” in Internet?

Z
Zig Zag. La capacità di evitare casini… la prontezza nel farsi trovare sempre altrove… nel calcio si chiama contropiede, nella vita spesso è solo culo.